EMERGENZA COVID-19

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BRIANZA PER IL CUORE

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Brianza per il Cuore, onlus nata nel 1995 per promuovere e coordinare iniziative rivolte alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, durante l’emergenza Covid-19 si è attivata per portare un aiuto fattivo all’Ospedale San Gerardo di Monza. Già nel 1999, proprio grazie all’impegno dei fondatori (il dottor Franco Valagussa, allora primario della Cardiologia del San Gerardo di Monza, e Giancarlo Colombo, padre dell’attuale presidente Laura Colombo), fu inaugurato il reparto di Cardiochirurgia, che Monza allora non aveva, e dopo anni impegnati nella realizzazione di progetti rilevanti sul territorio, ecco un nuovo importante contributo. «Durante l’emergenza Covid-19 abbiamo sentito la necessità di aiutare la nostra struttura ospedaliera che stava andando verso il collasso con una raccolta fondi che potesse sopperire tutte le necessità di un momento di tremendo bisogno – racconta Laura Colombo – Abbiamo raggiunto la cifra di 800.000 euro grazie al sostegno di altre associazioni territoriali e oltre 5.000 donazioni. Abbiamo inoltre consegnato in tempo record un ecografo, con il quale è possibile compiere diagnosi anche per le patologie polmonari».

FONDO IO CI SARÒ

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«All’inizio dell’emergenza Covid-19, sono bastati pochi minuti al Consiglio di Presidenza per decidere di fermare i futuri eventi previsti per il centenario di Confindustria Como, non solo come segno di rispetto per le tante vittime del Coronavirus, ma anche per destinare agli ospedali comaschi i fondi che stavamo accantonando per i festeggiamenti. È stato costituito dunque il Fondo IO CI SARÒ – Prendiamoci Cura del nostro futuro insieme, su cui è stato devoluto quasi un milione di euro grazie al buon cuore degli imprenditori comaschi». Descrive così, Aram Manoukian, presidente di Confindustria Como, l’operazione a sostegno degli ospedali della provincia lariana attraverso cui sono stati donati fondamentali presidi sanitari, preziosi per salvare vite umane. «La coesione sociale è emersa con forza dimostrando che dalla collaborazione possono accadere cose importanti come salvare vite umane. Si tratta di un insegnamento, pur in un momento terribile come quello della pandemia, che non deve andare sprecato ma che, al contrario, può rappresentare la direzione anche per uscire dalle difficoltà economiche che l’emergenza ha inevitabilmente portato con sé».

GRUPPO DESA

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«Abbiamo pensato che un’azienda attiva dal 1908 non poteva non intervenire in un momento così nevralgico in favore del territorio in cui è nata e con cui ha sempre avuto un legame positivo di collaborazione e rispetto – racconta Marco Sala, ad di Gruppo Desa, leader nella detergenza della casa e nella cura della persona – Abbiamo sostenuto con una donazione complessiva di 120.000 euro le istituzioni impegnate in prima linea nelle aree in cui sono presenti le nostre sedi principali. Tra loro, Ospedale San Gerardo di Monza, Ats di Bergamo Ovest, Comune di Sant’Agata Bolognese e Comune di Seregno. Sono interventi fatti a nome dei collaboratori che, tra mille difficoltà, si sono impegnati durante questi mesi e che abbiamo gratificato con premi e incentivi extra». Gruppo Desa – 300 mln€ di fatturato per 400 dipendenti, che da più di un secolo propone un vero e proprio “Sistema Pulito” – ha dunque reagito con prontezza all’emergenza sanitaria per tutelare i comparti che non si sono mai fermati: produzione, commerciale, logistica, R&D per continuare a garantire la fornitura di prodotti, specie disinfettanti e igienizzanti per superfici e persone, diventati indispensabili.

IL CANTUCCIO

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Seppure nella difficile situazione del lockdown, è stata una Pasquetta decisamente speciale quella vissuta dagli abitanti di Albavilla, piccolo paese in provincia di Como: per pranzo si sono visti recapitare dalla Protezione Civile un pranzo cucinato nientemeno che da Mauro Elli, chef stellato a capo del ristorante Il Cantuccio, e il suo staff. «Per me era importante stare vicino alla popolazione di Albavilla, comune che mi ha accolto nel 2003, quando d’istinto in pochi giorni ho rilevato un ristorante e in cui ho poi trovato fortuna. Qui ho realizzato il mio sogno di gestire un’attività che sia anche un luogo in cui le persone celebrano i loro momenti importanti, sentendosi a casa propria». E così, senza farsi scoraggiare da norme igieniche e restrizioni di vario genere, Elli ha deciso di regalare qualche ora di serenità ai compaesani, approntando un vero e proprio menù diviso in porzioni singole, sempre basato sulla sua idea di cucina contemporanea, fantasiosa, colorata, attenta ai sapori ma con grande attenzione all’equilibrio. «Propongo a me e ai miei ospiti una cucina di emozioni, proprio come la vita che vivo ogni giorno», conclude commosso il grande Chef.

LEI TSU TORCITURA

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Durante e dopo il lockdown, Lei Tsu – nome che ricorda la leggenda di un’imperatrice cinese che per prima ha lavorato la seta nei giardini della Città Proibita a Pechino – non è più solo il nome di un’azienda di torcitura di tessuti della Brianza, ma è anche il centro di una storia di generosità dei suoi titolari Pietro, Benedetto e Cecilia Terragni, figli del fondatore Marco, ex sindaco di Como che la creò nel 1954. Sono stati loro infatti, durante l’emergenza, ad assumere come operaia Michela Arlati, moglie del loro meccanico Erminio Misani, che a soli 54 anni è morto a causa del Covid-19, lasciando tre figli. «La nostra è una famiglia, più che un’azienda – ha detto Pietro Terragni – per questo chiamare a lavorare qui la moglie di quell’operaio è stato un gesto spontaneo, anche perché sapevamo che lei non aveva lavoro». Adesso la Lei Tsu Torcitura (45 dipendenti per un fatturato di 5 mln€) ha come obiettivo crescere, e farlo proprio per la sua famiglia di dipendenti. «Vista la crisi nel settore dell’abbigliamento ci siamo specializzati in tessuti riciclabili – ha spiegato Terragni – e aziende come Zara ci chiedono proprio l’ecosostenibile. Speriamo che la moda si riprenda anche all’insegna di queste novità».

MONZA CONSAPEVOLE

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Aiutare in maniera fattiva le istituzioni, con azioni concrete, in aggiunta a un utilissimo contributo economico. Osservare la città e individuare soluzioni concrete a bisogni urgenti, maturando una visione di responsabilità sociale d’impresa che si cala perfettamente nel contesto socioeconomico. Questi, in sintesi, i fondamenti di Monza Consapevole, promosso dalla famiglia Rovati (Rottapharm Biotech) e dalla famiglia Fumagalli (ex Candy, ora impegnati nel lancio di start up di ricerca), e che ha fatto sedere allo stesso tavolo le istituzioni di Monza: il Comune e il suo sindaco, Dario Allevi, ATS Brianza, ma anche Avis, Synlab, Vero Volley, Università Milano Bicocca. Tutti impegnati nell’erogazione di test sierologici e tamponi gratuiti a 3.000 rivolti alle attività commerciali e artigianali di Monza che hanno rilevato una positività del 5%, con nessun focolaio attivo. Lucio Rovati, managing director di Rottapharm Biotech, commenta: «La squadra ha funzionato benissimo, soprattutto il team che sul campo ha lavorato con passione perché la macchina funzionasse nel miglior modo possibile. Un gioco di squadra che ci consente di aiutare davvero la nostra città».