GREEN

LEGGI I PROFILI DELLE AZIENDE

APEAGAPE

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La passione per le api, animali fondamentali per la vita sul pianeta, ma anche autonomi nell’organizzazione del lavoro, ha spinto due giovani apicoltori, Giacomo Bassi e Francesco Rottoli, a creare alcuni anni fa ApeAgape, piccola azienda agricola specializzata nell’allevamento delle api e nella produzione di mieli e cere speciali, oltre che nella coltivazione di piccoli frutti. «Il nostro amore per le api, animali indipendenti, rispecchia un po’ la nostra indipendenza – ha spiegato Francesco Rottoli, 32 anni – il lavoro è tanto, anche perché dall’ape si può cogliere moltissimo». L’attenzione al green e al biologico è totale, così come la volontà di innovarsi. «Allevare biologico vuol dire per noi curare le malattie delle api con principi attivi naturali e sapere di avere residui di cera biocompatibili – ha aggiunto – inoltre stiamo studiando come controllare le bilance degli alveari da remoto attraverso nuove tecnologie». Il miele di tiglio, prodotto di punta dell’azienda, ha vinto per due anni due gocce d’oro al Gran Miele d’Italia, ma lo shop – reale e virtuale – propone nuove declinazioni del nettare. Spesso Apeagape si appoggia a tirocinanti reclutati da associazioni tra i richiedenti asilo con progetti di inclusione lavorativa.

BRIANZACQUE

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Ha progettato BrianzaStream, metodo per la mappatura georeferenziata degli scarichi con droni lungo un tratto del Seveso; ha costruito 66 casette dell’acqua e sta posizionando erogatori self-service che distribuiscono l’acqua in luoghi pubblici; a febbraio ha inaugurato un cogeneratore ad alto rendimento a Monza. Enrico Boerci, presidente e ad di BrianzAcque, l’azienda pubblica che gestisce industrialmente il servizio idrico integrato nei 55 Comuni della Provincia monzese e a Cabiate, spiega: «Da sempre l’azienda è impegnata nella sperimentazione e ricerca grazie anche al suo know-how e alla capacità innovativa. Tra queste attività, BrianzAcque svilupperà il primo impianto in Europa di bioessicamento dei fanghi di depurazione che essiccherà i residui del ciclo depurativo mediante calore generato dalla proliferazione batterica. Questo porterà vantaggi sia ambientali che economici con una riduzione dei costi di depurazione, traducibili in una bolletta più leggera per i cittadini che già, in Brianza, si vedono applicata una delle tariffe più basse d’Italia. Sono felice per questo ambizioso progetto e sono grato a Regione Lombardia per averci fornito un’opportunità straordinaria».

GAMMA ENERGIA

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«Energia per passione»: questo il claim di Gamma Energia, una società di ingegneria ad alto livello fondata dodici anni fa, con sede a Merate, che opera nel campo della progettazione, installazione e assistenza di impianti energetici “chiavi in mano”. Da sempre i suoi esperti lavorano per produrre impianti a zero impatto ambientale. In particolare nel settore fotovoltaico, idroelettrico, di biomasse e biogas e di mobilità elettrica. Sono oltre 200 gli impianti per energia rinnovabile e oltre 100 i sistemi di ricarica per le auto installati in Italia in questi anni. Gli esperti si servono poi di collaboratori esterni per l’installazione e la manutenzione continua degli impianti. Il futuro adesso si chiama “acqua”, in particolare “fiume”: «Stiamo sperimentando un sistema di utilizzo del moto ondoso del fiume per produrre energia, molto meno costoso di quelli simili che sfruttano il moto marino e interessante per noi che siamo sull’Adda – ha raccontato l’ingegner Giampaolo Graffagnino, ad dell’azienda – un’idea che ci è venuta proprio osservando il fiume… Siamo in fase di ricerca di finanziamenti per poi passare alla prototipazione, ma contiamo di farcela, burocrazia permettendo».

NPI ITALIA

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Nata come Parigi Industry 70 anni fa e confluita nel 2014 nel tedesco Gruppo Neoperl, quella che oggi porta il nome NPI Italia è una realtà che vanta un’ampia gamma di tubi flessibili trecciati utilizzati, ad esempio, per qualsiasi tipo di rubinetto, caldaie, lavatrici, tubi per doccia, per pompe e caldaie. Quasi 26 milioni i tubi realizzati nel 2019, di cui il 74% prende la strada dell’estero. Alla guida c’è Laura Parigi, che afferma: «Da alcuni anni la sensibilità per le tematiche ambientali ci ha portati a intraprendere azioni volte a regolare l’operatività aziendale nell’ottica del monitoraggio e del miglioramento delle prestazioni ambientali. Di qui l’impegno concreto nel limitare le emissioni, incentivare la riduzione dei consumi, promuovere l’adozione di buone pratiche ambientali, diffondere la cultura del risparmio dell’acqua, anche attraverso i social media aziendali». L’ad testimonia con il proprio esempio e la propria testimonianza queste best practice, anche attraverso un’opera di sensibilizzazione sul tema in occasioni pubbliche, con particolare riguardi alle piccole azioni con cui ciascuno di noi può dare il proprio contributo per la salvaguardia dell’ambiente.

SILEA

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Silea nasce nel 1995 e gestisce il ciclo integrato dei rifiuti dell’intera provincia di Lecco, fornendo servizi di raccolta e igiene urbana a 87 comuni, per circa 340 mila abitanti. Un impegno fondamentale sul territorio che si caratterizza per la spiccata vocazione di operatore pubblico dell’economia circolare attraverso il recupero di materia, ovvero il riciclo dei materiali raccolti, il recupero energetico, cioè la produzione di kwh all’anno di energia da rifiuti e fonti rinnovabili e una meticolosa educazione ambientale. Fin dalla nascita, Silea ha puntato sulla raccolta differenziata, conseguendo importanti risultati grazie soprattutto alla collaborazione dei comuni soci e dei cittadini e alla forte spinta verso innovazione e sviluppo tecnologico. «Ad Annone è in fase avanzata il progetto di realizzazione di una sezione di digestione anaerobica – spiega Domenico Salvadore, presidente di Silea SpA – che consentirà di ottenere biogas, dal quale si produrrà circa 1,8 milioni di metri cubi di biometano, fonte di energia rinnovabile. Un altro significativo intervento di potenziamento e revamping sarà attuato a Verderio per introdurre tecnologie dedicate alla trasformazione dei rifiuti in materie prime secondarie».

TECHNOPROBE

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Sempre più innovazione, sempre meno impatto ambientale. «Crediamo fortemente nella necessità di attuare comportamenti e best practice realmente incisivi per la tutela delle risorse naturali e la riduzione dell’impatto delle nostre attività». Così Roberto Crippa, General Manager di Technoprobe, leader mondiale nella progettazione e realizzazione di Probe Card, per testare il funzionamento dei microprocessori per i prodotti high-tech. In tema ambiente, ecco i traguardi raggiunti: creazione di un bosco in prossimità dell’Headquarter, dove sono stati piantati oltre 200 alberi ad alto fusto; creazione di un orto aziendale, con produzione e vendita annuale di 2.500 kg di ortaggi a km zero. Negli uffici sono stati installati erogatori di acqua, con risparmio di circa 100.000 bottigliette di plastica l’anno. Sono state installate macchinette del caffè modificate dagli stessi ingegneri di Technoprobe che “riconoscono” le tazzine alternative alla plastica, con una riduzione del costo della bevanda del 70%. Prossimi obiettivi? L’installazione di pannelli solari per soddisfare il 15% dei consumi, ma soprattutto l’ambizioso obiettivo di raggiungere il 40% di autoproduzione di energia entro il 2021.