PASSAGGIO GENERAZIONALE

LEGGI I PROFILI DELLE AZIENDE

ARREDI3N

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Da tre generazioni fanno mobili, perseguendo l’innovazione continua. Nata nel 1890 con la prima bottega di falegnameria, nel 1937 si trasforma in Nespoli Ettore e Fratelli, fino al 1973 quando si costituisce l’attuale società. Sempre all’insegna della qualità e della ricercatezza. Oggi la Arredi 3N, azienda ancora nelle mani della famiglia Nespoli, si occupa soprattutto di realizzare arredi per le scuole, dal nido alla elementari, per gli uffici, ma anche per biblioteche, ospedali e università. Insomma, una sfida importante proprio in questo periodo in cui si stanno ripensando tutti gli spazi pubblici. «Le nuove sfide ci sono sempre piaciute e siamo stati fortunati perché abbiamo sempre potuto lavorare nell’ultimo anno – ha spiegato Barbara Nespoli, responsabile commerciale e dell’estero – infatti ci stiamo occupando molto delle scuole e di rivedere gli spazi pubblici, puntando su materiali ecosostenibili e antisettici». L’azienda ha creduto nell’innovazione acquisendo nuove tecnologie e macchinari ed è riuscita anche ad arredare le aule delle scuole terremotate delle Marche. Di recente ha inventato una postazione per smart working ergonomica e modulabile.

CLEANAIR

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Da quattro generazioni la famiglia Montanelli è entrata nel settore del ferro, inizialmente commercializzando prodotti da ferramenta, poi specializzandosi nella lavorazione del filo metallico per diversi settori industriali. Negli anni 80 nasce il marchio CleanAir per identificare una gamma di prodotti dedicati alla filtrazione; nel 2003 questo marchio si stacca dalla società precedente per diventare un’industria completamente dedicata al settore della filtrazione, specializzata nella fabbricazione di supporti per maniche filtranti per l’abbattimento di polveri industriali. «Ho avuto la fortuna di entrare in un’azienda solida e ben affermata sul mercato – racconta Luigi Montanelli, presidente e ceo dell’azienda di famiglia – La difficoltà è stata riuscire a cambiare mentalità passando da un approccio di quantità a un approccio incentrato sulla qualità. Il nostro mercato è cambiato profondamente e il grado di attenzione per ogni prodotto è aumentato in modo esponenziale». Una produzione tutta italiana che ha impiegato costanti risorse nella ricerca e nell’evoluzione tecnologica dei macchinari per arrivare a essere una realtà internazionale, con un mercato di riferimento per il 65% estero.

ENRICO MANDELLI

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Più di un secolo dalla fondazione nel 1900 e quattro generazioni per una storia, è proprio il caso di dire, cucita su misura sulla famiglia Mandelli. Da un semplice laboratorio di pelletteria fino al boom del dopoguerra, specializzandosi nella lavorazione sartoriale, la Enrico Mandelli SPA ha lavorato con i più grandi stilisti italiani portando l’outwear di lusso a un nuovo livello di gusto ed eccellenza. «Il nostro mercato, nella moda, è la punta dell’iceberg, una nicchia molto esclusiva che cerca il massimo del lusso – racconta Andrea Mandelli, CEO e quarta generazione dell’azienda – per questo dal 2001 ho deciso di investire molto sulla nostra linea, ricercando materiali pregiatissimi e puntando sull’unicità di ogni lavorazione e sulla sperimentazione continua. I clienti esigenti hanno sempre bisogno di novità e da noi possono trovare capi realizzati in pelle di coccodrillo lavorata a 0,4 mm, un materiale unico al mondo, o piumini con piumaggio di edredone siberiano». Uno showroom a Milano e uno a New York, oltre la sede storica di Merate, per servire personaggi del jet set, tra cui capi di stato da tutto il mondo, che ricercano l’unicità e la qualità del vero Made in Italy.

GEICO TAIKISHA

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«La nostra azienda è come un frutteto – racconta Daryush Arabnia, neo CEO di Geico Taikisha e terza generazione dell’azienda – e la mia famiglia è il giardiniere che da anni se ne prende cura e si assicura che prosperi per distribuirne i frutti a dipendenti e stakeholders Questa è l’importante eredità etica che ho ricevuto da mio padre, che da sempre ha concepito l’azienda non come proprietà, ma come strumento per sostenere la comunità». E proprio nel giorno del suo 65esimo compleanno il 16 giugno 2020 il padre Ali Reza Arabnia, imprenditore illuminato, lascia il posto alla guida dell’azienda, leader nella progettazione di impianti di verniciatura per l’automotive, al figlio altrettanto motivato e determinato, che ha superato un articolato processo di assessment da parte di un organo esterno, prima di iniziare il suo incarico. Il tema della continuità permea questo passaggio all’insegna di una cultura d’impresa basata sulla responsabilità sociale e sull’importanza delle persone. L’azienda si avvia a nuovi importanti traguardi, mantenendo i medesimi obiettivi portati avanti dalla famiglia Arabnia, ma adattando il metodo attraverso innovazione e verticalizzazione del know-how tecnico.

SELI MANUTENZIONI GENERALI

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A gestire l’azienda fondata dal padre nel 1963 e guidata dalla madre fino a qualche anno fa, sono oggi Riccardo Cucini, 31 anni, e suo fratello Michele. Al primo competono la produzione, il coordinamento di cantiere e il rapporto con il committente, al secondo la gestione amministrativa e tecnica. Riassunto del passaggio generazionale vissuto da Seli Manutenzioni Generali, azienda attiva nel settore dell’edilizia dal 1963 e che oggi, per reagire allo stop forzato dovuto al lockdown e al rallentamento delle commesse, investe ancor più su acquisto macchinari e modernizzazione della struttura. «Nel nostro mondo avere dipendenti è considerato troppo gravoso, un impegno che nessuno vuole più assumersi. Noi abbiamo fatto una scelta in controtendenza, e stiamo cercando di strutturarci in modo sempre più solido: riteniamo che, alla lunga avere risorse proprie sia un valore per l’azienda». Riccardo Cucini precisa che buona parte del fatturato, circa 20 milioni di euro, deriva dal settore pubblico, anche grazie ai contratti di disponibilità su cui la società ha molto investito; l’obiettivo è però crescere anche nell’ambito delle commesse private.

TECNOLOGIE D’IMPRESA

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Più che un passaggio generazionale, quello della famiglia Penati è un’unione di competenze, visione, obiettivi. A Giorgio, che nel 1985 fonda un’attività con focus su ambiente e laboratorio e che ora, oltre essere l’ad gestisce l’ambito tecnico, si sono uniti da circa una decina d’anni la figlia Marta, che si occupa dell’area commerciale, di sicurezza e formazione, e Daniele, impegnato nell’HR, acquisti e nella medicina del lavoro. Racconta Marta Penati: «Siamo un’azienda familiare non solo per la nostra storia, ma anche per quanto riguarda le politiche verso i collaboratori: teniamo in forte considerazione le best practice di welfare, con un asilo nido aziendale che vede la collaborazione diretta delle mamme interessate. Abbiamo un servizio interno di lavanderia, organizziamo gite aziendali, dedichiamo la giornata del venerdì alla formazione, che è a disposizione di tutte le risorse». Il gruppo oggi si qualifica come il più grande nel settore in Italia, è strutturato in comparti che seguono i vari settori e ha al suo interno un laboratorio di analisi. «Tra i progetti più promettenti su cui stiamo lavorando c’è la formazione virtuale, realizzata soprattutto attraverso i visori», conclude Marta.