RSI

LEGGI I PROFILI DELLE AZIENDE

EUROSTANDS

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Sono tra i migliori per gli allestimenti fieristici, ma sono stati tra le aziende più penalizzate dal Covid-19. Tuttavia, grazie alla mente imprenditoriale e alla volontà di farcela tutti insieme del suo ad, Maurizio Cozzani, Eurostands si è totalmente reinventata per il futuro. «Quando ho saputo che avrebbero chiuso la Lombardia e che sarebbero saltate tutte le fiere, considerato che ne curiamo la maggior parte tra Bologna, Milano e Verona – ha raccontato – mi sono ricordato di un mio amico designer che aveva inventato una barriera per le farmacie, così ho convocato i dipendenti e ho spiegato loro che potevamo iniziare questa nuova avventura: costruire con il plexiglass barriere anti-COVID; sono stato fortunato, tutti mi hanno seguito, così ho fatto un accordo sindacale e siamo partiti evitando la cassa integrazione». La mission di tenere l’occupazione e la scommessa per lui e i suoi dipendenti era vinta. Poi sono arrivati i clienti: farmacie, negozi di moda di Parigi e Milano, e la sfilata di Dolce & Gabbana all’Humanitas di luglio 2020: un segnale di ottimismo e ripresa. «Stiamo ripensando il futuro – ha aggiunto l’ad – la nuova sfida è l’internazionalizzazione, soprattutto verso la Cina e per questo stiamo cercando nuove professionalità».

FUMAGALLI SALUMI

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Un incredibile percorso quello che Fumagalli Salumi ha compiuto a partire dal 1920 a oggi: da piccolo negozio con annesso laboratorio per la produzione locale, a gruppo con 24 allevamenti in Pianura Padana, un centro di produzione a Langhirano e un centro di stagionatura. «All’inizio degli anni 90 abbiamo creato un sistema di filiera che ci porta a seguire il maialino dalla nascita fino alla produzione e distribuzione del prodotto nei 24 paesi del mondo, per un fatturato estero del 70%. In Gran Bretagna lavoriamo anche con Amazon! – racconta l’ad Francesco Pizzagalli – Per noi, però, prioritario è il benessere animale, su cui investiamo molto: oggi siamo l’unica azienda in Italia ad avere la genetica completa degli animali». Fumagalli Salumi – che a Tavernerio sorge su un modernissimo impianto industriale – dal 2014 realizza un bilancio di sostenibilità che ogni anno si arricchisce delle ulteriori misure green messe in atto (riduzione del 75% della plastica, del consumo di acqua e di energia) e della sentita politica di responsabilità sociale: «L’attenzione per la qualità deve essere nel DNA dell’azienda, non solo nel prodotto: crediamo fortemente in un modello di azienda etica e trasparente».

GRUPPO MEREGALLI

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Una storia d’impresa che dura da oltre 160 anni, ma che trova nell’innovazione e nell’investimento sulle persone, oltre che sui prodotti, continua conferma della propria eccellenza. Gruppo Meregalli, leader nella distribuzione a livello internazionale di wine&spirits, da tempo promuove politiche che integrano in maniera importante tutele nell’ambito dell’assistenza sanitaria, della formazione e del welfare per i propri dipendenti. «A questo scopo abbiamo creato la fondazione Bianca ed Isidoro Meregalli, in memoria dei miei nonni, la cui mission è appunto investire e reinvestire i fondi che l’azienda mette a disposizione per sostenere in maniera concreta la quotidianità dei nostri dipendenti. Crediamo infatti nel valore dei collaboratori, che sono prima di tutto delle persone, con le loro esigenze e le loro aspirazioni». Così Marcello Meregalli, ad di una realtà che in pochi mesi sta recuperando il gap di mancato fatturato causa Covid-19. «Il futuro? Il continuo rafforzamento del canale digitale come strumento strategico di business attraverso un progetto e-commerce di nuova generazione, ma anche la concreta attenzione per le tematiche green attraverso un’azione sempre più carbon neutral».

INDUSTRIE CBI

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Nel business, si sa, si compra e si vende, a seconda dello scenario e delle prospettive. Ragion per cui nel 2013 Corrado Maveri e suo fratello Massimo, a capo dalla fine degli anni 70 di Industrie CBI, attiva nella realizzazione di ventilatori industriali, decidono di cederla a un’azienda tedesca dello stesso settore. Qualcosa, però, non va come previsto e la società si trova qualche anno dopo con una perdita significativa di fatturato e quote di mercato. Così, a fine 2019, i signori Maveri fanno il grande passo e decidono di riacquisire il 100% della proprietà di un gruppo che comprende un’azienda dedicata al servizio post vendita e una società con sede in Belgio che fornisce il mercato nord europeo e vanta anche una joint venture in India. «Lo abbiamo certamente fatto per ragioni sentimentali – spiega l’ingegner Maveri – ma anche perché crediamo che ci siano tutti i presupposti perché CBI possa essere rilanciata con profitto». Una sfida che a 78 anni Corrado Maveri affronta con l’entusiasmo di un giovane manager unita alla capacità di un imprenditore di lungo corso, seppure fiaccato dal difficile contesto dovuto alla situazione dell’economia post Coronavirus.

NOVAVISION GROUP

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Il know-how maturato per la produzione di schede elettroniche a partire dagli anni 80 è alla base di una riconversione dell’azienda che la rende oggi protagonista di dispositivi medici per il settore della medicina estetica e del wellness. «Sicurezza, efficacia, comfort e naturalità dei trattamenti sono i principi base su cui costruiamo i nostri progetti, sempre più attenti anche allo sviluppo nel campo dell’Internet of Medical Things – spiega l’ad
Danilo Crapelli – Novavision ha una forte connotazione etica, ragion per cui si avvale della collaborazione di due comitati scientifici indipendenti. Puntiamo su uno sviluppo sostenibile, percorso che abbiamo cominciato sette anni fa con l’autosufficienza energetica, proseguito poi con altre iniziative, come una politica plastic free in favore di imballi di cartone, compensati dalla piantumazione di alberi». Forte l’impegno anche sul tema della RSI, con convenzioni con asili, il sostegno a squadre sportive e un occhio di riguardo alle iniziative al femminile, cuore e motore dell’azienda. Proprietà cinese ma produzione e stile 100% italiani, i macchinari Novavision hanno una forte connotazione estetica, frutto del lavoro del design center interno.

PHARMALIFE RESEARCH

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La fitoterapia medica come cuore e motore di un’azienda nata a inizio degli anni 2000, leader nella produzione e distribuzione di integratori alimentari, dermocosmetici e dispositivi medici, che produce il 100% di ciò che commercializza. Anna Crupi, che ne è fondatrice e amministratore unico, racconta: «Pharmalife è “un’azienda donna”, non solo perché all’80% i dipendenti sono appunto donne, ma perché si fonda su una cultura di coscienza, attenzione per ciò che si fa e capacità manuale tipiche del femminile». Parità di genere, dunque, anche e soprattutto ai posti di comando, è la politica portata avanti dalla fondatrice, che crede anche nell’importanza di coltivare giovani leve e nella centralità del green come elemento chiave. «Scienza e natura sono le nostre parole chiave, ragion per cui la nuova sede di Garbagnate Monastero è stata realizzata privilegiando i materiali naturali e la luce». Con un laboratorio di ricerca e qualità interno e una presenza commerciale in 55 paesi nel mondo, Pharmalife ha aumentato nel 2019 il fatturato del 20% e un analogo incremento, tenuto conto anche dell’andamento del settore di riferimento, è atteso per l’anno in corso.