VALTELLINA

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ALPS’ WORD

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Nasce nel 2001 come Contact Center per le ricerche di mercato per arrivare in vent’anni alla costituzione di un tecnocentro all’avanguardia, specializzato nel settore dei servizi di assistenza alle imprese come inbound e outbound telemarketing, customer care, centro prenotazione. Alps’ Word annovera tra i suoi clienti importanti marchi nel settore gas, energia, acqua, automotive, healthcare per ospedali e strutture sanitarie, pronto intervento e servizi h24 operativi 365 giorni l’anno. «Il nostro settore negli anni è stato principalmente delocalizzato all’estero – racconta Patrizio del Nero, presidente di Alps’ Word – mentre noi siamo in assoluta controtendenza. Abbiamo aperto una sede in Sardegna e una vicino a Bergamo, e sempre più specializzati nei servizi offerti, continuando a crescere e investire, soprattutto nella formazione del personale. Abbiamo uno staff interno di ingegneri e tecnici informatici costantemente impegnati nella ricerca e sviluppo. Abbiamo definito il nostro CRM e implementato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per offrire ai clienti solo sistemi personalizzati, altamente innovativi come l’operatore virtuale, ancora in fase sperimentale».

CONSORZIO PÜSTARÈSC

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Trecento ettari di terreno nel Parco delle Orobie Valtellinesi, un patrimonio storico e naturalistico all’ombra del Monte Püstarèsc: la Val Tartano vanta oggi un importante primato, il “ponte nel cielo”, il ponte tibetano più alto d’Europa con i suoi 140 metri di altitudine. Questa è l’opera più significativa realizzata nel 2018 dal Consorzio Püstarèsc, nato dagli abitanti del luogo per custodire e salvaguardare il territorio dei loro avi. «La nostra è una storia semplice – racconta Renato Bertolini, Presidente del Consorzio – siamo dei montanari e abbiamo un patrimonio immenso che rischiava di essere abbandonato: ci siamo rimboccati le maniche. Il successo di questo progetto ci ha prevaricato e, come si suol dire, la fortuna aiuta gli audaci perché da un’idea che poteva sembrare folle, abbiamo creato un’opera unica che ha mosso la partecipazione di tutta la valle e ci riempie di orgoglio». Il ponte rispecchia la ferma volontà degli abitanti e delle istituzioni di salvare il territorio, e la tenacia del Consorzio nel realizzare quella che è diventata in poco tempo una vera attrazione. «Non bisogna essere escursionisti, il ponte è adatto a tutti, a chiunque voglia immergersi nella natura e godersi la nostra montagna».

CONSORZIO TURISTICO VALCHIAVENNA

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Nasce verso la fine del 1999 dall’esigenza di agire in maniera compatta e sinergica per la promozione e lo sviluppo turistico della Valchiavenna, abbracciando a 360 gradi i diversi settori. Il patrimonio della Valchiavenna è articolato: le sue bellezze naturalistiche e culturali attirano turisti da ogni parte d’Italia e oltre confine, che arrivano per godere delle svariate attività sportive, della prelibata cucina e delle visite ai monumenti storici. Per tutelare questo patrimonio il Consorzio Turistico Valchiavenna ha ideato durante l’emergenza Covid-19 il progetto “Valchiavenna, una valle sicura”, un incredibile lavoro di messa in sicurezza sanitaria di tutta la Valchiavenna attraverso un percorso di formazione e informazione. Sono stati creati protocolli ad hoc per ogni tipologia di attività, certificazioni per tutti gli operatori e studiata una massiccia campagna di comunicazione. «Questo progetto ,oltre al coinvolgimento della popolazione e degli operatori economici, ha rassicurato e comunicato fiducia nella destinazione – spiega Franco Moro, presidente del Consorzio – Abbiamo raccolto consensi di operatori al di fuori del nostro territorio, che hanno guardato il progetto come un modello cui ispirarsi».

GRUPPO MAGANETTI

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Da oltre 60 anni Gruppo Maganetti si occupa trasversalmente di tutto ciò che concerne la movimentazione e la commercializzazione delle merci. Competenza, efficienza e serietà sono valori imprescindibili che definiscono la qualità del servizio di trasporto ma il focus primario è, per questa azienda, come questa qualità viene raggiunta. «Lo scopo del fare impresa è creare valore – spiega Matteo Lorenzo De Campo, consigliere delegato di Gruppo Maganetti – Il trasporto è un elemento fondamentale del sistema economico, il nostro ruolo è quello di renderlo il più sostenibile possibile: efficiente, ecologico, sicuro ed etico». Nel 2019 il Gruppo Maganetti diventa la prima B Corp certificata in Europa nel settore della logistica, e una Società Benefit entrando in un protocollo mondiale che misura il risultato di sostenibilità. Questo concetto, da sempre key element del proprio operato, viene declinato in termini di minimizzazione dell’impatto ambientale, riduzione delle emissioni dei veicoli e introduzione di biocarburanti avanzati, supporto alla comunità, benessere di dipendenti e partner, collaborazione trasparente con stakeholder e istituzioni.

LATTERIA SOCIALE CHIURO

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Dal 1957 è la prima cooperativa lattiero-casearia a produrre latte alimentare in Valtellina, direttamente dal cuore delle Alpi. Questa azienda raccoglie il latte da piccoli allevatori tra Sondrio e Bormio ed è in grado di lavorarlo appena munto per trasformarlo in prodotti che racchiudono il sapore genuino delle montagne, gli aromi e i profumi del terreno, le erbe e i fiori dei pascoli e la manualità di pastori e casari. «Dall’inizio della nostra storia molte cose sono cambiate ma i valori sono rimasti gli stessi – racconta Franco Marantelli, presidente della Latteria Chiuro – Nei nostri prodotti, attraverso una filiera corta che passa dalla stalla direttamente alla lavorazione del latte freschissimo, appena munto, si può ritrovare la qualità delle materie prime e soprattutto il rispetto del territorio e della natura che ci circonda. Abbiamo voluto costruire un’economia virtuosa di montagna avendo sempre a cuore la genuinità del prodotto e la sicurezza alimentare». E proprio per salvaguardare l’unicità di questo territorio, Latteria Chiuro ha intrapreso importanti trasformazioni utilizzando tecniche d’avanguardia che hanno portato a zero emissioni di CO2 nell’impianto di produzione grazie all’utilizzo di energia idroelettrica.

MELAVÌ

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È, a tutti gli effetti, un’organizzazione di produttori che conta più di 300 aziende agricole e tre cooperative ortofrutticole che portano avanti con passione e dedizione la melicoltura. Per capirne il valore bisogna andare indietro nel tempo e scoprire come il melo in Valtellina abbia origini antiche, che risalgono all’epoca medioevale fino a conquistare un ruolo fondamentale nel secondo dopoguerra. Tradizioni antiche modulate con le più moderne tecniche di coltivazione per portare avanti una cultura intimamente legata al proprio territorio. «La nostra rossa, cioè la mela Stark, ha qualche più in più – così sintetizza quasi in uno slogan Bruno delle Coste, Presidente di Melavì – perché le sue caratteristiche organolettiche parlano da sole. Poi basta guardarla per riconoscere la sua forma particolare con le cinque punte alla base». Più di 20.000 tonnellate di mele, esportate in tutta Italia e all’estero restituiscono i doni della natura nella loro qualità IGP, riconoscimento d’eccellenza. Le mele di Melavì sono coltivate con metodo di produzione integrata, un sistema agricolo a basso impatto ambientale, utilizzando sempre meno pesticidi e facendo vivere il frutteto in perfetta simbiosi con il territorio.